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Il
ritorno di James Cameron su Terminator 2, per il parco a tema degli studi
della Universal in Orlando, è senz'altro uno
dei maggiori lavori di computer grafica ed
effetti speciali mai creati.
I
NUMERI - Presentato
in un formato stereoscopico da 65mm, Terminator
2 3-D riunisce azione dal vivo, computer
grafica e un'interazione di molti elementi reali.
La
sessione finale dei 12 minuti di produzione e'
proiettata su 3 schermi adiacenti da 24x50
pollici, che forniscono una immagine totale
della portata di 150 pollici. Queste
3 immagini da 65mm sono separate da entrambi i
lati, e ciascun lato è stato predisposto per
fornire un'immagine separata per l'occhio
destro e una per quello sinistro. Cameron
ha prodotto questo progetto alla "Digital
Domain" la compagnia che lui stesso ha
fondato nel 1993 assieme a Scott Ross e Stan
Winston. Il
lavoro su computer è stato distribuito
all'interno di 2 aree adibite alla computer
grafica, una per la formazione delle immagini e
una per la composizione. Un
totale di 47 esperti di computer grafica e 8 di
composizione hanno lavorato a tempo pieno
all'interno del progetto per più di sei mesi.
LA
STORIA - La
storia si presenta al pubblico nell'anno 2029,
ambientata in un tempo presente, con
protagonisti Arnold Schwarzenegger nei panni del
T-800 ed Edward Furlong nei panni del capo della
resistenza John Connor.
Saranno
perseguitati dal T-1000 interpretato da Robert
Patrick e da una squadra di nuovi Terminators ,
che sono alla ricerca del controllo del nucleo
centrale di Skynet.
Quando
crederanno di essergli sfuggiti, si troveranno
però faccia a faccia in un ultimo confronto con
il T-1 Million, denominato anche T-Meg. Il
confronto con questa creatura a sei gambe,
avviene in un climatico 3-D di animazione al
computer, in una sequenza di 90 sec. che scorre
su tutti e tre gli schermi, con
una procedura digitale al 100%. "T2 3-D ci
ha spinto a far maturare molto, molto
rapidamente il nostro dipartimento di computer
grafica, poiché sentivamo il dovere di
farlo" dice Cameron. "La lega
polimetallicomimetica da noi usata per creare il
primo T-1000 e adesso il T-MEG è stata molto
sfruttata e copiata da tutti , fin dai tempi di
Terminator 2. Mai però è stata portata a
termine a questa risoluzione e in 3
dimensioni". T2
3D e' stata la prima produzione di una major
hollywoodiana per un prodotto concepito
digitalmente al 100%. Ogni
frame e' stato manipolato al computer e poi
reinserito e registrato nel film.
Cameron
credeva che finalmente tutti i film potessero
essere di processo digitale dall'inizio alla
fine, di facile realizzazione , negli effetti
e nella sintonizzazione.
Il
costo corrente di una digitalizzazione intera di
un film di 2 ore rimane proibitiva, ma e'
relativamente contenuta se si tiene conto dei
tempi per questo T2 3D, e il fatto che essendo
costruito su produzione digitale sia stato
realizzato in una realistica opzione solo per
l'occasione.
Il
PRIMO ATTO -
Trova spazio in una sala della Cyberdine, dove il logo della stessa cambia aspetto e
forma riflettendo la testa del T-1000 con
all'interno il viso dell'attore Robert Patrick.
La
tecnica di 3-D era capace di far filtrare e
saltare il T-1000 attraverso lo schermo, di
farlo tornare indietro verso lo stesso mentre in
realtà un vero attore veniva catapultato fuori
verso una porta all'interno del set.
Il
computer ha generato elementi poi modellati e
animati usando un beta test della versione
"Alias 7.0" , e reso poi sfruttabile
da "Renderman", un programma di
conversione per l'uso del digitale.
Contenuto
nella prima sezione e creato al computer usando
"Alias" e "Renderman" e
anche il T-800 sull'Harley Davidson.
Il
SECONDO ATTO - E' sopratutto azione dal vivo e
presenta pupazzi robot e animati
elettronicamente da Stan Winston.
Il
computer ha generato gli elementi, incluso il
"Mini Hunter Killers", una sonda
volante di approssimativamente un piede di
diametro, usata per cercare i fuggitivi che si
nascondevano all'interno degli Hunter Killer.
(Nella versione italiana vengono presentati da
Kyle Reese nel primo Terminator come KC, Killer
Cacciatori). Sono
stati creati e modellati, scannerizzati
digitalmente in un computer e lanciati con
"Softimage" e "Renderman"
per prenderne texture (serie di immagini di cui
si compone un oggetto 3D) e shading
(ombreggiature
ed effetti di luce). La
composizione digitale e' stata usata per tutta
la durata per il riposizionamento e il
rimodellamento delle esplosioni nelle sue varie
estensioni e per vari elementi del set che sono
stati fatti sembrare più grandi rispetto a
quello che sono nella controparte reale.
La
composizione digitale a coinvolto tutti nel
realizzare strati di 3-4 elementi che entrano in
scena nell'apparizione di un computer che genera
i "Mini Hunter Killer", mentre sono
serviti circa 40 strati per la realizzazione
digitale al computer dell'interno dettagliato di
Skynet che compare nelle scene finali.
I
programmi usati per la composizione sono "Flame"
e "Nuke" e sono di proprieta' della
"Digital Domain".
L'ULTIMO
ATTO - Comincia con attori dal vivo che scendono
in ascensore.
Tutti
e tre gli schermi sono essenziali per rivelare
un ambiente completamente generato al computer.
Il
centro del nucleo di Skynet con il suo acciaio
scintillante appare in centro schermo, con una
piramide cromata che sosta davanti a un
corridoio che sembra protrarsi verso l'infinito.
Lentamente
si vede l'azoto liquido attraversare lo schermo
e muoversi attraverso le pareti con flussi di
liquido translucido che filtra attraverso
condutture e sfiati.
La
maggior parte di Skynet e stata modellata da un
fornitore esterno con l'uso di programmi
secondari quali "Prism".
La
Digital Domain ha usato "Prism" e
altre applicazioni tipo "Alias" per
effetti di luce, ombra e ulteriori modellazioni.
Alla
fine quello che traspare e'un grande e
dettagliatissimo mondo.
L'ULTIMO
TERMINATOR - A
questo punto l'ultimo dei terminator entra in
scena. Modellato
tramite "Softimage" il T-MEG e un
ragno a sei gambe in lega polimetallicomimetica
in grado di cangiare a piacimento in cromo fuso.
Rimanendo
a 30 piedi di altezza con rasoi affilati nelle
gambe, si agita da uno schermo all'altro
estendendo con effetti di morphing le sue gambe
, sembrando raggiungere addirittura il pubblico
grazie agli effetti 3-D. E'
stato animato usando effetti di luce inversi
tramite "Kinematics", mentre colori e
texture tramite "Mental Ray", entrambi
prodotti della "softimage". Quest'ultimo
è stato in particolare molto usato per il
riflesso automatico causato dalle molteplici
gambe cromate. Il
punto culmine avviene quando il mostro esplode
in centinaia di pezzi, sequenza innescata
usando una particolare animazione creata con
"Prism" in cui viene calcolata velocità , massa e peso.
Le
gambe del mostro cedono contemporaneamente sotto
il controllo del "Dinamics", altra
funzione di "Alias".
La
Digital Domain ha creato nella sua sede
programmi chiamati "Shatter SOP"(Shatter
Surface Operation) in grado di spezzare le
immagini dentro vari frammenti ombreggiati che
vengono poi intrecciati tra loro con "Prism"
che fornisce di seguito un'animazione
dell'oggetto completo. In
ordine per l'integrazione sono stati usati
"Alias", "Prism" e "Softimage". In seguito la Digital Domain ha
scritto un
programma per creare un linguaggio universale da
fornire a "Renderman" per il
processo di renderizzazione finale.
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