Arnold Schwarzenegger Italian Fan Club

Intervista ad Arnold Schwarzenegger

Due interviste ad Arnold Schwarzenegger che ci aiutano meglio a conoscere il nostro attore preferito. La prima presa da quotidiani in occasione del lancio pubblicitario del film "Terminator 3, le Macchine Ribelli", la seconda (ben 25 domande a 360°) che risale al 2001.

Arnold Schwarzenegger non voleva deludere I fans che avrebbero rivisto il Terminator nel terzo episodio. É tornato in palestra per rimettersi in forma. “Una delle cose che mi sono chiesto sono state ‘sarò in grado di ritrovare il fisico che avevo 20 anni fa in Terminator 1 e 12 anni fà in Terminator 2?’ è stata una sfida per me in quanto il tempo si era fatto sentire sul mio corpo così ho buttato giù un programma e sono tornato in palestra. Mi allenavo per 2 o 3 ore al giorno per vari mesi. E anche durante le riprese, quando avevo un pò di tempo libero passavo qualche ora a sollevare pesi per essere sicuro di poter riacquistare il fisico di una volta. Il tutto per non deludere i fans e me stesso.”

Naturalmente Arnold è un pò invecchiato (anche se non si direbbe dal fisico) ma non ha influenzato la sua preparazione per il film. Quando hai milioni di persone che ti guardano per l’aspetto fisico, non hai alter alternative. Devi riacquistare la forma fisica, indipendentemente da quanto dura sia. Quindi ho speso molte energie, senza pensare agli ostacoli ‘ ok hai avuto un incidente in moto, sei stato operato e questo e quello e così via’ devi dimenticarti di tutto e metterti al lavoro. ‘ok ora mi sto allenando per Mr. Olimpia o per Mr. Universo. Devo fare del mio meglio e vincere ’ con questo genere di pensieri sono riuscito ad andare avanti. Naturalmente mi sono anche dovuto mettere a dieta.”

Riacquistare la giusta forma fisica non è stato l’unico problema, doveva essere sicuro che il pubblico amasse nuovamente il personaggio. “Per me non c’è mai stato il dubbio – dovrei o non dovrei fare Terminator 3 – anche perché il pubblico, non solo americano ma di tutto il mondo, chiedeva un nuovo episodio della serie. In effetti in molti credevano che sarebbe stato impossibile un sequel visto che il mio Terminator era stato fuso nell’acciaio e quindi la storia finiva li. Ma in seguito ovunque andassi, sia che dovessi parlare di sport che di cinema ricevevo sempre la stessa domanda ‘quando ritornerai sullo schermo con un nuovo Terminator?’ e allora ho capito che era il caso di reindossare la giacca di pelle, gli occhiali da sole e tornare in sella ad una motocicletta.”

Come nei precedenti film, T3 comprenderà dello humor tra le varie scene di intense azione. “Mi sono sentito fortissimo, e credo sia stato lo stesso per il regista e gli sceneggiatori. Questo ha permesso di ottenere un grande risultato. Avevamo delle incredibili persone a disposizione che sono riuscite ad amalgamar e molto bene le parti d’azione a quelle narrative.”

La tecnologia ha fatto passi da gigante. La squadra per gli effetti speciali di T3 è riuscita a ricreare un intero T1 (uno dei robot usati nel primo). Crede Arnold che le macchine prenderanno mai il sopravvento come succede nel film? “Vogliamo copiare l’arte in questo caso e creare un mondo dove le macchine prendono il sopravvento. Ma il punto è che ciò che è importante qui è che dobbiamo apprezzare la tecnologia e la computerizzazione ma non renderla indispensabile nella vita di tutti i giorni.”

In questo episodio Arnold avrà un nuovo nemico, Kristanna Loken che interpreta il T-X.Fare un terminator donna era un’idea terrificante. Non avevo mai combattuto contro una donna e avevo paura di andarci troppo pesante, quindi ogni volta dovevo chiedere a lei se dovevo calare o aumentare la forza. Ogni volta dovevamo girare 5 o 6 volte per ottenere l’effetto giusto e spesso lei mi diceva di trattarla come se avessi avuto di fronte un uomo. Mi sono sentito a disagio, parlando onestamente. Lei era molto preparata ed è stata un compagno/a fantastica. Non si lamentava per i graffi o le botte, è stata perfetta.”

Da Matrix a Charlie's Angels, fino a Kill Bill, il prossimo attesissimo film di Tarantino, le donne combattenti dominano ormai il cinema e sostituiscono gli uomini. Cosa ne pensa Schwarzenegger? “Penso che di base l'arte rifletta la vita reale. Oggi le donne fanno cose mai fatte prima, sono astronaute o soldati, come in Iraq, sono in polizia le donne sono più forti di quanto si creda e questo è un momento di grandi opportunità per loro. Alcuni uomini sono gelosi e si sentono minacciati, in competizione. Io no, perché ho sempre creduto che le donne dovessero avere la possibilità di una rivalsa rispetto al passato. Certo, è bello anche stare a casa. Mia madre era una casalinga fantastica, si è occupata di noi insegnandoci la stabilità e la forza interiore. Però le sono mancate altre cose. Mio padre non voleva che uscisse, diceva che le donne devono stare a casa. Oggi la società è pronta a lasciarle libere e il cinema riflette questi cambiamenti.”

Schwarzy il 'destroide' è un fido sostenitore di George W. Bush, ma si batte anche per una politica di sostegno nei confronti degli adolescenti nel doposcuola... “Non avere il doposcuola è un fallimento dei politici. Le donne hanno il diritto di lavorare e guadagnare. Spesso entrambi i genitori lavorano per tirare avanti e qualcuno deve seguire i bimbi dopo la scuola, nello sport, negli studi... I ragazzini finiscono per stare tutto il tempo nei centri commerciali, e parliamo di milioni di ragazzini!”

Quindi è tutto deciso? Ci sarà un addio al cinema e una nuova carriera tutta politica per Arnold Schwarzenegger, che si prepara a correre per diventare governatore della California? “Innanzi tutto, il mio impegno con T-3 non è finito. La promozione andrà avanti per il prossimo mese e mezzo in tutto il mondo. Ora voglio parlare del film, perché ci hanno investito tanti soldi. Quindi, per ora, il mio unico messaggio è promuovere T-3!”

Non ha mai pensato di lavorare in italia? L'ho fatto già ma le cose non sono andate come avrebbero dovuto. Il film si chiamava "YADO" ed è stato sicuramente il periodo più buio nella carriera di produttore di Dino de Laurentis! Ma questo non mi ha impedito di amare questo paese, il suo cibo, la moda, l'eleganza che si esplica in tutto, dall'abito alle barche.

E le donne italiane.... Esatto! Adesso sto lavorando nel film di Andrew Davis dal titolo "Collateral Damage" e la mia partner è Francesca Neri, una donna bellissima oltre che una vera professionista".

Lei una volta aveva minacciato di lasciare il cinema per la politica; che ne e' stato di quel progetto? Vede perché ho detto che lla clonazione sarebbe comoda? Così potrei fare l'attore e contemporaneamente candidarmi alle presidenziali! (ride) Scherzi a parte: come le ho detto nutro molto rispetto per questa professione, e mi piacerebbe veramente poter fare qualcosa per il paese in cui vivo.

Lei e' un repubblicano, mentre sua moglie e' una democratica. Come avete vissuto in casa l'ultimo mese senza sapere quale presidente avrebbe vinto? Ogni volta che Al Gore saliva nei sondaggi era di ottimo umore e facevamo l'amore anche più volte al giorno, ma dopo, quando Bush jr risaliva, lei era arrabbiatissima e chiudeva la sua porta a chiave. L'ultima notte poi l'ho passata in garage a guardare la televisione!

Lei accetterebbe di farsi clonare, o che sua moglie o i suoi figli lo fossero se dovessero scomparire? Se si trattasse di una clonazione come nel film sono d'accodo. Ma la vera clonazione richiede tempo, bisogna aspettare che le cellule ritrovino la vera età della persona scomparsa. Quindi nel caso di mia moglie che ha 44 anni, ma non lo scriva perché lei pensa sempre di averne 25, la cosa non avrebbe poi molto senso.

I film nei quali recita sono spesso cupi. Lei e' forse pessimista? Lo sono gli sceneggiatori, sono loro che evocano sempre disastri. Semplicemente perché soggetti troppo piacevoli non interessano a nessuno. Alla televisione i notiziari privilegiano le brutte notizie: se così non fosse la gente spegnerebbe immediatamente. La gente è assetata di violenza, di catastrofi. Tutti i temi che si adattano perfettamente ai film futuristi che parlano essenzialmente di caos, di stermini. E' il caso di TERMINATOR, o anche di TRUE LIES, dei quali verrà girato prossimamente il seguito. Ma vale anche per il 6° GIORNO, il cui messaggio potrebbe riassumersi così: il postulato di partenza può essere anche buono, se le cose vanno nella direzione sbagliata tutto può precipitare e diventare un incubo.

Tre registi,James Cameron, Ivan Reitman e John Mc Tiernan, sono strettamente legati alla sua carriera. In che cosa sono diversi? Cameron è, probabilmente, il più direttivo perché dalla sceneggiatura alla regia, controlla tutto il soggetto. E' un fanatico dei particolari. Durante le riprese è solito far stampare degli slogan sulle sue magliette. Ricordo in particolare quello che diceva, da un lato " Realizzo tutto quello che è possibile realizzare" e, dall'altro " Non basta". Siamo in rapporti di amicizia e ci vediamo spesso in privato. E' un tipo affascinante. Ma, su un palcoscenico, diventa strano. Ivan Reitman è il più portato alla commedia. Anche lui si immerge molto nella storia e prova per mesi. E' fuori questione improvvisare quando la macchina da presa comincia a girare: sa esattamente da dove verranno le risate, quali saranno i momenti di commedia pura. Ed è per questo che le sue riprese difficilmente superano i tre mesi.

Lei e' un attore facile da dirigere? Amo il gioco di squadra, ma mi piace che ci siano pareri divergenti che generano discussioni. Ed è stato questo il caso di IL 6° GIORNO. Anche se non si trattava di un vero e proprio film d'azione, mi sono battuto perché ci fossero delle scene d'azione. Roger Spottiswoode preferiva privilegiare la suspense.

Non e' frustrante recitare in film con effetti speciali sempre piu' sofisticati? Non faccio parte di quelli che pensano che i macchinari soffocano il lavoro dell'attore. Anzi, credo che lo rendano ancora più stimolante. In questo contesto tutto è frammentario. Si girano e si rigirano senza sosta brevi sequenze fino a quando tutto va al suo posto. Si tratta di una nuova forma di disciplina alla quale conviene piegarsi. Più gli effetti speciali sono importanti, più è difficile recitare. Quando due personaggi sono destinati a incontrarsi, è una cosa piuttosto delicata da mettere a punto, dato che nessuno reagisce alle battute dell'attore che deve memorizzare ogni suo minimo gesto. In principio questa specie di gioco mentale è abbastanza sconcertante, ma la sua combinazione con la tecnologia moderna accentua il realismo del film. Quando si corre davanti a uno schermo verde, nulla vieta di sentirsi ridicoli. Ma il risultato sia, che si venga inseguiti da un dinosauro o da qualsiasi altra creatura, mi sembra molto eccitante.

Pperche' nei suoi film non c'e' mai amore? Perché spesso la sceneggiatura non lo richiede. In questo film, ad esempio, era importante mettere in luce l'attaccamento dell'eroe alla sua famiglia, ma una scena d'amore non era necessaria, sarebbe addirittura stata fuori luogo. Nei miei film c'è troppa azione per pensare all'amore, i personaggi sono innamorati delle armi. Si tratta di un'altra forma di erotismo. All'epoca di PREDATOR la produzione aveva fatto pressioni perché si inserisse, nella sceneggiatura, una scena d'amore. Io ho finito per telefonare alla gente della Fox per chiedere che mi spiegassero come un personaggio che fuggiva da un mostro che pensava solo a sterminare tutto ciò che si muove avrebbe avuto per la testa di dedicarsi a quel genere di trastulli! "Tu non capisci" mi hanno risposto" lui vuole uccidere solo quelli che puntano un'arma contro di lui. Se ti sorprendesse mentre fai l'amore ai piedi di un albero, non ti ucciderebbe. Forse si potrebbe persino unire alla festa: sarebbe un successo al box-office". Perché allora non girare GOLA PROFONDA 3 ? Il ruolo del medico che toglie le tonsille alla sua partner.

A volte si ha l'impressione che la sua personalita' abbia il sopravvento sui ruoli che lei interpreta. Come li sceglie? Sono nato sull'altra sponda dell'Atlantico e so per certo che il pianeta non si riduce solo agli Stati Uniti. Tengo conto di questo quando scelgo una sceneggiatura. Anticipo le relazioni degli austriaci, dei francesi, dei giapponesi, degli spagnoli, degli italiani.

Lei si sente sempre europeo? Sì, anche se ho avuto una seconda educazione negli Stati Uniti, ho fatto tutte le scuole in Austria, e alcuni aspetti della mia personalità resteranno sempre segnati dal mio paese. Le mie radici sono là.

Come ha vissuto l'arrivo al potere di Jorg Haider? Quando un individuo professa opinioni politiche come le sue, fondate sul concetto di esclusione, non ha posto a capo di uno stato, Haider è una persona furba, persino brillante. Il problema è che le persone brillanti spesso usano la loro intelligenza senza discernimento. Ritengo allarmanti le sue dichiarazioni sull'Austria e nefasti per la gioventù del paese i suoi discorsi. E' assurdo esaltare l'esclusione, che sia per motivi religiosi o razziali. Lo si è fatto in passato, e non ha funzionato. Non funzionerà mai.

Le vengono attribuite ambizioni politiche... Ho studiato scienze politiche all'università e il sistema americano mi ha sempre affascinato. Più ne sono rimasto coinvolto, grazie alla mia fondazione Inner City Games, più mi sono reso conto delle ingiustizie sociali. Nelle colonne dei giornali questo non ha molto significato, ma quando vai a vedere di persona, ti ritrovi faccia a faccia con l'ingiustizia e ti poni delle domande. Perché le malattie si diffondono tanto in fretta in quelle zone, perché ragazzini si sparano nelle scuole, senza tetto sono tanto numerosi? Si tratta di problemi socio-economici gravi, tutto il sistema va rivisto. So che il mio discorso potrebbe sembrare quello di un democratico, mentre io sono un repubblicano. Ma il problema va al di là delle etichette politiche. I politici, anche i più competenti, passano più tempo a stendere programmi allettanti che a metterli in pratica.

Qual'e' il maggior pericolo per l'uomo in questo millennio, secondo lei? La biogenetica e quindi il fantasma della clonazione, la tecnologia o la perdita di valori etici? Non credo che la clonazione rappresenti il maggior pericolo di questo nuovo millennio. Nel film "Il 6° Giorno" dimostriamo che la clonazione è un pericolo se gestita dalle persone sbagliate. Allora può diventare un male per la società. Ma non credo che sia il pericolo maggiore. Dobbiamo preoccuparci di altre cose.

Per esempio la mancanza di valori etici? Non sono d'accordo. Se pensiamo alla situazione globale, un grave pericolo è l'inquinamento ambientale, o il fatto che continuiamo a ucciderci perché abbiamo opinioni diverse, perché le nostre religioni o le nostre razze sono diverse. Questi sono i veri pericoli. La clonazione è uno dei pericoli, ma non il principale!

Sappiamo che lei e' molto impegnato nel sociale. Qual'e' secondo lei il ruolo che hanno cinema, tv e videogame nella diffusione della violenza? Tv, cinema e videogame sono forme di intrattenimento. Divertono bambini, adulti, famiglie intere e così via. Questo è il loro scopo. A volte da loro si può imparare qualcosa. Dopo aver visto un film o giocato con un videogame ci si pone delle domande, si discute, si dibatte sull'argomento della simulazione, ma si finisce qui. A volte l'arte imita la vita e la vita imita l'arte, per cui c'è uno scambio continuo.

Nei suoi sogni c'e' un eroe che le piacerebbe imitare? Non mi interessa imitare nessuno. Sono più interessato a imparare da persone diverse, a prendere l'ispirazione da persone diverse. Imparando un pò da uno e un pò dall'altro puoi trovare delle motivazioni, imparare la disciplina, imparare nuovi modi di investire il denaro, nuovi modi di considerare la situazione politica, di far crescere l'economia, di mettere d'accordo tutte le religioni. Io voglio imparare da chi può insegnarmi qualcosa, ma non desidero imitare nessuno. Mi piaccio così come sono. Non vedo nulla di sbagliato in me, mi interesso alle nuove idee e così facendo aumento la mia  conoscenza. Per crescere bisogna conoscere e avere una mente aperta. E' il punto chiave.

Se non avesse fatto l'attore che cosa avrebbe fatto? lo sportivo? il pompiere? il cosmonauta? Forse l'uomo d'affari. Mi piace il business.

In che cosa sente e riconosce le sue radici austriache, europee? Amo le mie radici austriache. In Austria ho imparato la disciplina e ho sviluppato le mie opinioni. Le mie basi sono austriache. Il mio senso di sicurezza è austriaco. Molte cose di me vengono dall'Austria. Il mio cuore è in Austria. Ma in America si è sviluppata la mia carriera e lì ho imparato tante cose nuove. In America sono stato educato o rieducato in molte cose. Questo mi è stato molto utile!

Cosa pensa dell' intervento americano? (riferito ai fatti dell' 11 settembre) Penso che fino ad ora Bush e l' amministrazione americana, stiano facendo un buon lavoro, ma la domanda che ci dobbiamo porre é cosa succederà dopo? Anche se facciamo saltare in aria un intero paese, a chi toccherà poi? Il terrorismo è un fenomeno che purtroppo esiste da tanti anni, in parecchi paesi, quindi é necessario impedire la formazione di altri focolai di terrorismo. E' a questo che bisogna trovare soluzione.

Insomma, lei non cambiera' le sue scelte cinematografiche? No. La gente continuer? ad amare gli stessi tipi di film di sempre : storie d' amore, avventura, film per bambini, western, fantascienza. Io farò Terminator 3 e poi una commedia, sennò i miei figli si arrabbiano perché dicono che faccio solo film che loro non possono vedere.

Cosa dobbiamo aspettarci da terminator 3? Il film uscirà nell' estate del 2003, e questa volta avrà a che fare con una Terminatrix, donna dai poteri sovraumani che mi porrà dei problemi ancora più grossi di quelli del passato. Ci sarà da divertirsi.

E' ancora un divertimento per lei il mestiere di attore? Certo, se no non lo farei. Una volta cercavo di esprimermi fisicamente sullo schermo, ora che sono cresciuto come persona e come professionista, posso girare scene con emozioni più credibili.

Cosa pensa dei sequel oggi tanto in voga a Hollywood? Anni fa i sequel erano sempre più brutti dei film originali. Ma ora spesso è il contrario Terminator 2 è meglio del primo, per esempio. E' un buon business: gli studi hanno capito che possono affossare una buona idea o un personaggio con seguiti brutti quando possono fare più soldi con film fatti bene.